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14 ottobre 2006

È L’ORA DEL FUOCO

È L’ORA DEL FUOCO.

È L’ORA DELL’AMORE. È L’ORA DELLO SPIRITO

 

 

Celebrazione dell’Eucaristia: Atti 1, 21-26

                  Gv. 13, 1-15

 

 

 

+ José L. Redrado, O.H.

Capitolo Generale

Fatebenefratelli

Roma, 14 ottobre 2006

 

 

 

1.    Abbiamo proclamato due testi: Istituzione dell’Eucaristia con il gesto della lavanda dei piedi e la elezione di Mattia. Questi testi hanno un significato particolare in quest’ambiente del Capitolo, e proprio in questa giornata dell’elezione del Superiore Generale. Sono passati parecchi giorni e non siete soli. Vi accompagna lo Spirito Santo, vi accompagna tutta la famiglia ospedaliera. Lasciate uno spazio allo Spirito Santo, una poltrona, perché vi illumini, vi dia forza e tanto amore per saper discernere con spirito di fede, con responsabilità, cosa vuole lo spirito.

 

2.    Il Signore ha già eletto il Generale, lo Spirito Santo già sa il nome;  tocca a voi, fratelli capitolari, indicarlo con il vostro voto, accompagnato dalla preghiera, unificando i vostri cuori, lasciandovi guidare dallo Spirito perché possiate vedere quello che  Egli vede, eleggere quello che Egli ha già eletto. Tutti stiamo pregando per far sì che questo sia una realtà. Magari che abbiate meditato le parole ed i gesti che sono all’interno dell’elezione di Mattia; magari che possiate ripetere, con libertà di spirito, per tutto l’Ordine, l’emozione spirituale che segnò per il Collegio Apostolico tale elezione. Che lo Spirito penetri in ognuno di voi, rompa la passività, mediocrità, incoerenza  e infonda in voi il fuoco, il vento, la forza, l’amore. Queste sono le opere dello Spirito. Questo è un giorno grande, giorno dello Spirito; è l’ora del fuoco, è l’ora della speranza. Allontanate da voi Babele, luogo di confusione e lasciatevi guidare dalla Pentecoste, giorno di luce, di festa, di impegno evangelizzatore. Lo Spirito vi conduca oggi a una vera scelta del Superiore Generale e poi tutto il governo dell’Ordine.

 

3.    Un Superiore Generale, un Governo Centrale, ha un’autorità canonica, ma non è sufficiente, deve avere anche un’autorità dottrinale, spirituale, testimoniale.  Questo è più urgente in coloro che sono stati eletti per un servizio di animazione. Loro sono i primi che devono essere animati per animare, e la loro vita deve essere una vera testimonianza.

“Il governo delle anime è l’arte delle arti” (S. Gregorio Magno).

Un’arte che chiama alla prudenza, madre della fortezza, come dice San Bernardo. La prudenza vi farà pazienti, coraggiosi, misericordiosi, giusti… (cf. Benedetto XVI, Discorso ai nuovi vescovi, 21 settembre 2006).

A questo proposito vi racconto un pensiero dello stesso San Bernardo: prendetelo con animo spirituale; è una domanda e una risposta sul governo:  

Chi deve esercitarlo? Cosa si chiede? Ecco la risposta :

-         se la persona è saggia, colta, che insegni;

-         se è pia, che preghi;

-         se è prudente, che governi.

La prudenza è la forza di chi comanda. Il bene è soprattutto prudente e conforme alla realtà. Abbiamo bisogno di molta preghiera: Signore, mi guiderai col tuo consiglio” (Sal. 73). È proprio la nostra preghiera, ripetuta molte volte nei nostri dubbi: Madre del Buon Consiglio, prega per noi.   

 

4.    In questa ambiente di prudenza, semplicità e amore capiremo meglio il gesto della lavanda dei piedi che abbiamo proclamato (Gv 13, 1-15). Un gesto di servizio e di perdono, un gesto di semplicità, di tenerezza e di amore; un gesto di spogliamento.

“Il gesto di Gesù indica l’amore completo…, rivela il senso dell’incarnazione…, Dio si mette al servizio dell’uomo per portare l’uomo alla piena comunione con Lui” (cf. Giovanni Paolo II, Esortazione Apostolica Postsinodale, Pastores gregis, 42). Il Signore invita gli Apostoli e a coloro che hanno un ruolo di servizio, a togliersi le maschere e presentarsi in maniera semplice, povera, vulnerabile…, è un invito a servire come Egli ha servito. Vi invito a leggere con attenzione il discorso di Papa Benedetto XVI ai superiori generali (22 maggio 2006). Il Papa esorta ad essere testimoni, vincere la mediocrità, la mentalità consumistica, invita ad essere uomini liberi, abbandonare tutto per seguire Cristo. È anche molto importante quello che dice sull’Autorità- obbedienza. So che non è facile, le nostre vite assomigliano a quelle degli apostoli quando vanno a pescare:  

sono più esperti nella pesca che non nella fiducia e speranza nei progetti di Dio. Perché Egli ci sorprende e ci cambia.   

Sì, noi consacrati, dobbiamo essere esperti delle cose di Dio. Lo ha detto Papa Benedetto XVI nel suo viaggio in Polonia, in maggio 2006. Non si chiede ai sacerdoti, alle persone consacrate, che siano esperte in economia, politica, sport, si chiede che siano esperte nella vita spirituale, nelle cose che appartengono a Dio. Ecco un bel programma per il Governo centrale dell’Ordine: l’animazione spirituale, carismatica, pastorale delle persone e delle opere. Perciò i verbi accogliere, animare, confortare, correggere, costruire, servire … devono essere al centro dell’attività del Governo.

Vi invito anche a leggere il Capitolo 34 del profeta Ezechiele e il capitolo 10 di San Giovanni sul buon Pastore, sono vere icone che danno molta luce; e lo stesso direi del commento di S. Agostino su i Pastori che leggiamo nella liturgia delle Ore le settimane 24 e 25. Sono per noi, sacerdoti e superiori, una vera forza e un vero stimolo.

 

5.    Veramente, non è facile essere animatore, ma non abbiate paura; se vi lasciate condurre, sarete guidati dal Signore, dallo Spirito:

“Siate umili sotto la mano potente di Dio… scaricando su di Lui tutte le vostre preoccupazioni, poiché gli state a cuore” (I Pt. 5, 6-7).

Portiamo tra le mani cose di Dio, affidiamole a Lui. Lo diceva con molta semplicità Papa Luciani: il Signore scrive le nostre vite “non nel bronzo, non nel marmo, ma nella polvere della terra, perché sia chiaro che tutto è opera di Lui, del Signore”.

In questo momento del Capitolo Generale bisogna prendere in considerazione tutti questi sentimenti, sono sentimenti dello Spirito; gli stessi del Signore nel Cenacolo quando stava lavando i piedi agli Apostoli; gli stessi sentimenti degli Apostoli nella elezione di Mattia. È un momento forte dello Spirito. Accoglietelo con fede. Che il Dio della speranza riempia di gioia e pace la vostra fede, e la forza dello Spirito Santo vi colmi di speranza; è il desiderio di S. Paolo ai romani; è il mio desiderio per tutti voi, Confratelli Capitolari.   

 

 



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